Ortodonzia

Quanto vale un bel sorriso?
Tanto, tantissimo, perché quando parliamo ad una persona la sua attenzione ed il suo sguardo si concentrano sul nostro sorriso prima ancora che sugli occhi o sui capelli o su gli altri elementi della nostra persona.

Stando all'etimologia, ortodonzia è sinonimo di " dente dritto", ma al giorno d'oggi questa è una definizione molto riduttiva perché non tiene conto di tutto ciò che a quel dente è attaccato!

Lo scopo di un trattamento ortodontico è quello di migliorare il sorriso nel contesto dell'estetica e dell'equilibrio del volto, correggere disturbi respiratori, masticatori e di pronuncia.

I mezzi necessari per raggiungere questi obiettivi sono di tipologia quanto mai varia, e difficilmente i migliori risultati si possono ottenere con la semplice applicazione di un dispositivo: il trattamento ortodontico presuppone una visione d'insieme del paziente nelle sue caratteristiche orali, personali ed estetiche, e spesso la chiave del successo sta nella collaborazione con altre figure professionali, sia mediche (chirurgo orale, chirurgo maxillofacciale, otorino, pediatra, fisiatra, medico di base), che paramediche (igienista, logopedista, osteopata, assistenti dentali).

Non a caso, tutti i trattamenti ortodontici sono preceduti da una fase di "studio del caso" ricca di accertamenti diagnostici, proprio nell'ottica di scegliere i mezzi giusti ed indicare gli obiettivi ( i "goals") della terapia, che sono sempre personalizzati.

Un generico allineamento dei denti storti, che non tenga in considerazione le caratteristiche individuali scheletriche, dentali, funzionali del paziente (soprattutto se in crescita) è spesso destinato a creare più problemi che non a risolverne.

I sintomi di un'occlusione "scompensata" dal trattamento in un paziente che presenti alterazioni scheletriche (ad esempio una mandibola molto piccola e arretrata, o viceversa eccessivamente sviluppata), sono peggiori di quelli che si possono osservare a lungo termine in soggetti con dentatura naturalmente non allineata.

In pratica, ogni volta che spostiamo i denti dalla posizione in cui si trovano dobbiamo avere obiettivi precisi e mezzi ben definiti per raggiungerli. La scelta di questi mezzi (fissi, mobili, trasparenti, metallici, visibili, invisibili, linguali, vestibolari, chirurgici, ortopedici…) dovrebbe essere sempre priva di condizionamenti commerciali: dovrebbe essere il frutto di un'interazione fra l'ortodontista ed il paziente nell'ottica del miglior risultato possibile.

Casi Clinici

Domande & Risposte

Ma l'ortodonzia si fa solo per estetica?

Risposta: ma la bocca serve solo per sorridere?
Non si dovrebbe rispondere ad una domanda con un'altra domanda, ma è il caso di farlo provocatoriamente! Ovviamente l'estetica è importante, ma non dobbiamo dimenticare che con la bocca mangiamo, beviamo, parliamo, deglutiamo, ci relazioniamo all'esterno. Per questo non è possibile limitare l'azione ortodontica alla pura estetica: è un'azione che va estesa in senso più ampio.

Ma l'ortodonzia è "necessaria"?

No. È necessario intervenire per eliminare precocemente una carie, oppure devitalizzare un dente quando fa male, togliere un dente del giudizio che ci fa passare la notte in bianco. Ragionando in questi temrini, l'ortodonzia non può essere ritenuta necessaria perché non ha lo stesso indice di priorità di intervento delle situazioni suddette. Avete mai sentito di qualcuno che è morto di fame perché aveva i denti storti?
Anche in caso di gravi alterazioni scheletriche, i denti hanno una posizione tale da garantire un minimo sufficiente di funzione. Questi adattamenti sono definiti "compensi" e sono la meravigliosa risposta della natura ad una situazione diversa da ciò che noi riteniamo la norma; senza questi adattamenti non potremmo sopravvivere all'ambiente che cambia.

Mi hanno diagnosticato una "malocclusione": è un problema grave?

No. La malocclusione potrebbe essere definita anche come "un'occlusione instabile nel tempo" e quando risulta "grave" si tratta quasi sempre di una problematica legata all'estetica facciale ed ai mezzi necessari a correggerla e non di un'effettiva difficoltà del paziente a svolgere tutte le funzioni correlate all'apparato orale. Ovviamente, come detto, l'estetica è importante, per cui la richiesta di un miglioramento in tal senso ha una dignità assolutamente paritaria a tutte le altre richieste.

Perché tutti i bambini oggi hanno l'apparecchio? Quando ero bambino io…

"Quando ero bambino io", l'ortodonzia esisteva comunque da molti anni (negli USA si praticava diffusamente già all'inizio del 1900!), ma i bambini avevano molte più carie e le condizioni economiche erano diverse. Il peso del dentista sul bilancio della famiglia era dovuto essenzialmente agli interventi di conservativa e di chirurgia sui bambini, che erano molto meno protetti di oggi dalla carie e dai suoi devastanti effetti. Le misure di prevenzione di massa unite ad uno status economico medio delle famiglie decisamente migliore rispetto a cinquanta anni fa, hanno permesso di destinare nuove risorse a terapie non più dettate dall'urgenza (dolore!) o dall'emergenza (non c'è più niente da fare, via il dente!), ma vissute come un vero e proprio "investimento" sulla propria persona.

I compagni di scuola del mio bambino hanno già tutti l'apparecchio, qual è l'età per l'apparecchio?

Non esiste l'età per l'apparecchio, esistono diversi problemi che richiedono terapie diverse, alcune delle quali danno i migliori risultati in età precoce, altre a sviluppo quasi ultimato o addirittura in età adulta. Lo studio del caso serve anche a stabilire il timing più appropriato per l'inizio del trattamento, che deve avere durata e costi più prevedibili e quantificabili possibile.

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